In una serata di fine inverno del 1995, quando stavo passeggiando per le vie del centro storico di Brescia con la mia ragazza, vidi un piccolo cane con una testa potentissima. Dissi a Paola che dovevo andare a prendere informazioni su quel cane dal proprietario. Erano pressappoco le 23.00, e la cagnetta vedendomi si mise davanti al padrone in difesa, senza ringhiare, sembrava che mi stesse studiando, poi Hans gli disse che era tutto a posto, e lei si mise seduta.

Bella era il nome di questa incredibile Stafffordshire bull terrier, viveva con il suo proprietario ventiquattrore al giorno, perché Hans era un pifferaio girovago, dormivano in un cartone sotto i portici di una piazza famosa, quando erano a Brescia. Rimasi colpito dal rapporto che si era instaurato fra i due, sembravano due corpi ed una sola anima, senza guinzaglio Bella gli stava sempre vicino, e si faceva fare qualsiasi cosa da Hans, rimasi a bocca aperta quando gli disse: “Dai Bella apri la bocca che gli facciamo vedere che il tuo palato è tutto nero”. Anche se parlava poco l’taliano, e ci siamo parlati in inglese, Hans e Bella mi hanno fatto innamorare degli Staffords.

A Marzo del 1998 vidi la mia prima esposizione, la Speciale Terrier di tipo bull.
Per l’American Staffordshire Terrier il migliore di razza lo fece Minnie the Moocher, la nonna del mio cane, di proprietà di Danielato Marco, allevata da Renato Paco Zanoia.

Quel giorno acquistai una video cassetta e un libro sulla razza, da li è iniziata la mia grande passione per l’American Staffordshire Terrier.
In seguito lessi molti altri libri, e partecipai da spettatore molte volte alle esposizioni, e cercavo acquisire più esperienza possibile per poter scegliere il cane migliore, visto che la passione era molta, e volevo partecipare alle expo, e poi un cane è un essere vivente, che fa parte della famiglia per molti anni, quindi volevo fare di tutto per avere il meglio dal punto di vista caratteriale ed estetico.

Ad una esposizione conobbi Marco Danielato, capii immediatamente che il cane l’avrei preso da lui.

Subito ho capito che la passione per questa razza era il suo vero motore, che era una persona a modo, non un incantatore, tipo i venditori di piatti alle fiere, come altri mi hanno dimostrato, soprattutto il primo fra quelli contattati da me, a dirmi che non era l’unico ad avere dei bei cani…

Ci siamo sentiti e visti spesso prima di prendere il cane, mi ha insegnato a “Vedere” il cane, a capire i pregi, ed a vedere i difetti. Devo molto a Marco e Giuliana, sono delle persone eccezionali, sempre disponibili a darmi consigli, e mi hanno aiutato in tutto per quanto riguarda la gestione del nuovo arrivato…ma soprattutto mi hanno dato “Otello” (Dorian), il mio impareggiabile amico.
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